Ci sono lamentele sugli aggregatori RSS…

Scritto da Marco Stella il 07 feb 2008 | Feed, Informatica, Linux

ridondanzaIl fatto. Da un po’ di tempo stanno nascendo quasi come funghi aggregatori di feed RSS, anche per la relativa semplicità tecnica (di base) con cui si realizza uno strumento del genere. E quindi dopo TuxFeed sono nati BongoLinux, Il Bloggatore, LinuxFeed (proprio l’altro giorno).. Tutta questa fermentazione, però, ha suscitato alcune critiche, sia nei confronti degli aggregatori, sia nei confronti dei blogger stessi. Mi riferisco, per esempio, ai post pubblicati su Linux e dintorni, sul blog di Paso (entrambi di oggi), e qualche giorno fa su Doxaliber.

Vediamo di analizzare un po’ tutta la questione, e dare il mio parere, con possibili soluzioni….

IN SINTESI:

Il problema. Cos’è esattamente che viene criticato? Sono fondamentalmente due i punti:

  1. Alcuni blogger tendono a pubblicare (sporadicamente, o con maggiore frequenza) articoli off-topic, quando non del tutto personali, su quei feed che sarebbero destinati ad un certo specifico argomento (es: Linux e open source).
  2. La moltiplicazione degli aggregatori, e quindi dei post che un utente è costretto a vedere: chi, infatti, è iscritto a 3-4 aggregatori di news diversi, noterà certamente che un buon 90% dei titoli sono condivisi tra i vari aggregatori, perchè per lo più le stesse sono le fonti ai quali essi attingono.

Ma sono problemi che si possono risolvere… vediamo come…
La mia parte. Anche io, come tantissimi blog italiani che parlano di Linux, sono attualmente registrato su 3 aggregatori diversi, i quali mi hanno esplicitamente richiesto (con eccezione di LinuxFeed) di pubblicare un articolo per presentare sia la mia aggiunta come fonte, sia il servizio da essi fornito. Il risultato è che i miei post risulteranno triplicati per chi, come me, è iscritto ai 3 diversi aggregatori di cui faccio parte, con un certo fastidio,e che quasi ogni giorno si trovano sul feed reader, titoli del tipo “Da oggi su Pinco”, “Anche io su Pallino”.

Gli off-topic. A questa moltiplicazione di post, si devono poi aggiungere quelli che non riguardano assolutamente l’argomento trattato dall’aggregatore, ed anche di quelli ce ne sono all’ordine del giorno, e spesso in buona fede, in quanto i blog molto spesso non sono monotematici.

Gli aggregatori “cloni”. D’altra parte, gli aggregatori che nascono come funghi infastidiscono un po’ quelli che c’erano già in precedenza sulla piazza. Questo un po’ per spirito di rivalità, un po’ per un reale impoverimento del servizio in sé. Se, infatti, il pluralismo ha sempre i suoi vantaggi, la ridondanza (vedi foto) rischia di essere dannosa. E’, se volete, il “rovescio della medaglia”, oppure “la distorsione che viene dall’esagerazione, dal ‘troppo‘”.

POSSIBILI SOLUZIONI?

- al problema degli off-topic:

Sì, di soluzioni ce ne sono. La prima, innanzi tutto, è la buona volontà. Quale? Quella di selezionare i post da “mandare” all’aggregatore.

Come scritto anche qui, sul blog di Paso, per chi usa Wordpress, è sufficiente destinare una certa categoria o un certo tag da utilizzare come feed per un aggregatore.

E’ ciò che faccio io stesso. Sono iscritto a tre aggregatori di news su Linux e OSS, e a loro mando solo e soltanto gli articoli in tema. Il feed utilizzato è semplicemente quello che Wordpress crea automaticamente per ogni categoria e per ogni tag.

Come? Così:

http://indirizzo-del-tuo-blog/category/nome-categoria/feed

Qual è quindi il meccanismo semplice per creare un feed personalizzato?

Semplicemente creare in Wordpress una categoria apposita, e ricavare l’indirizzo nella forma scritta sopra. Per fare prima, si può cliccare sul nome della categoria, copiare l’indirizzo sull’indirizzo del browser e aggiungere un “/feed” in fondo.

Cercherò di informarmi sui sistemi messi a disposizione dalle altre piattaforme.


- al problema della ridondanza dei post e degli aggregatori:

Qui c’è una cosa da dire: come si possono criticare gli aggregatori di feed di aver “clonato” chi già era presente, e quindi di essere ridondanti, quando la ridondanza è quasi una caratteristica intrinseca di GNU/Linux? Esistono centinaia di distribuzioni, decine di desktop manager, decine di player multimediali, decine di programmi di messaggistica istantanea, formati per pacchetti software differenziati (deb e rpm), e incompatibili tra distribuzione e distribuzione, ….., ….., …..

E se ogni tanto qualcuno, timidamente, prova a dire che sarebbe che esistesse meno dispersione di forze, viene rimesso a sedere dicendo che è lo spirito di libertà, e di libera scelta, che ha fatto grande Linux.

E che dire dei milioni di blog che trattano argomenti simili tra loro e che ripetono (come questo, del resto) sempre le stesse notizie, magari (e non sempre..) con una valutazione personale leggermente diversa.. ?

E che dire delle stesse piattaforme per blog, quali Wordpress, Blogger, …, o quelle per forum, quali phpBB, Xoops, SMF, …

E che dire dei motori di ricerca che alla fine portano gli stessi risultati… ci sarà quello che ne ha di più, quello che indicizza meglio, ….

Sarebbe un po’ come criticare anche i telegiornali, dal momento che spesso le notizie sono le stesse e sono le stesse le interviste trasmesse, i servizi molto simili, etc. etc.

ALLORA PERCHE’, in mezzo alla pluralità di tutto in cui siamo abituati a vivere, ci preoccupiamo tanto del fastidio che possono dare N aggregatori quasi identici tra loro?

Non fraintendetemi. Io sono fondamentalmente contrario in linea generale alla dispersione di forze: si potrebbe creare un prodotto unico e complessivamente migliore (per tutto), ma tuttavia questo non è sempre possibile, e non è neppure giusto che esistano i “monopòli” (anche se qui non vi sono ragioni economiche). Ed allora, se si tollera la molteplicità in ogni altro campo, la si deve tollerare anche tra gli aggregatori di feed, che, per la stessa natura dei blog, dei telegiornali, dei software, dei ….., vogliono offrire ognuno il proprio servizio ed offrirlo al modo migliore, filtrando il più possibile gli articoli, ed eventualmente inserendo servizi aggiuntivi “di valore aggiunto”.

L’utente poi deciderà a quali aggregatori rivolgersi, così come i blogger decideranno a quali registrarsi, e con quale piattaforma lavorare. Può accadere, molto spesso, che sia utenti che blogger usino più aggregatori, così come vale anche per i motori di ricerca. Se l’utente è infastidito da vedere lo stesso post ripetuto tre volte, potrà scegliere di togliere una certa fonte, oppure usare newsreader alternativi che permettano di accorpare articoli identici, come Yahoo Pipes.

Ma per nessun motivo si deve vietare la libera nascita e cooperazione di servizi simili di qualsiasi tipo.

La libertà di un individuo DEVE finire SOLO dove inizia quella del prossimo.

E la libera coesistenza di N diversi aggregatori di feed non lede la libertà di nessuno. La “selezione naturale” operata dagli utenti determinerà quale aggregatore avrà saputo fornire il miglior servizio, che per tale motivo sarà spinto a fornire il servizio in modo migliore.
L’unica raccomandazione, sia a blogger che ad aggregatori è (quindi, ed appunto) quella di differenziare e migliorare sempre di più i propri servizi, concetto e raccomandazione, anzi, spirito vitale che poi è alla base della concorrenza..





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